Un decalogo di regole di bon ton da seguire per non fare brutte figure in Giappone

Come comportarsi in Giappone: decalogo del bon ton [Infografica]

 

Come comportarsi in Giappone? Durante il tuo primo viaggio nel Paese del Sol Levante non devi dimenticarti di seguire alcune fondamentali regole del galateo giapponese, per non fare brutte figure oppure per non creare fraintendimenti. Del resto, la cultura orientale è molto diversa dalla nostra, e dà una grande importanza alle convenzioni sociali e all’educazione. Meglio partire con qualche nozione di etichetta!

 


 

P

rima di partire per il Paese del Sol Levante mi sentivo un po’ in ansia per quanto riguarda come comportarsi e cosa non fare in Giappone, perché sebbene non fossi un’esperta della cultura orientale, tuttavia sapevo che i giapponesi sono molto attenti alle buone maniere, ed avevo paura di non essere all’altezza della loro compostezza e perfezione.

Per questo motivo anche io, a suo tempo, mi sono documentata prima della partenza, ed ora voglio condividere con te alcuni consigli da seguire più che altro invitandoti a farlo come forma di rispetto nei confronti del Paese che ti ospita.
Infatti, una volta arrivata in Giappone, ho scoperto che anche se è vero che le regole di bon ton esistono, comunque i giapponesi sanno essere tolleranti nei confronti di gaijin (noi stranieri) e passano sopra alla nostra ignoranza.

 

/bon ton/

‹bõ tõ› locuz. m., fr. (propr. «buon tono»). – Espressione usata per indicare modi e comportamenti educati, eleganti; galateo, buone maniere, conformi a quelle condivise da determinati ambienti sociali

 

COME COMPORTARSI in GIAPPONE: le 10 regole delle buone maniere

 

1_ Non conficcare le bacchette

 

I gesti proibiti quando si mangia con le bacchette in Giappone

 

Ogni volta che ti metterai a mangiare dovrai usare gli hashi, cioè le bacchette di legno. Per non fare gaffes, ricordati di non usarle impropriamente: non incrociarle, non puntarle contro qualcuno per indicarlo ed appoggiale sempre sul loro sostegno oppure sulla tua ciotola. In particolare, ci sono due gesti da evitare assolutamente: uno è conficcare le bacchette in verticale nella ciotola di riso, perché è la posizione in cui vengono messe durante le cerimonie funebri buddhiste, quando accanto al corpo del defunto si pone in offerta del riso da mangiare durante il viaggio verso l’aldilà. Altra cosa da non fare è passarsi il cibo da bacchetta a bacchetta, atto che richiama la deposizione delle ossa dei defunti cremati nell’urna cineraria utilizzando dei bastoncini simili alle bacchette.

Prima di incominciare a mangiare puoi dire itadakimasu (pronuncia itadachimàs), che non è riducibile soltanto al nostro “buon appetito”, ma in realtà ha un significato più vicino ad una preghiera di ringraziamento, quindi “ricevo questo cibo“, espressione di gratitudine anche verso chi l’ha preparato.

Ora puoi mangiare tranquillo!

Anzi, un’ultima cosa, se proprio ti viene da brindare… per l’amor del cielo, non dire cin-cin! Se i giapponesi a tavola con te si mettono a ridere, è perché gli ricorda ochinchin, cioè la parola usata dai bambini per indicare il pene.

 

2_ Spegni il cellulare

 

 

La vita in Giappone è frenetica, e lo stereotipo dell’uomo d’affari produttivo, che lavora dalla mattina alla sera senza mai fermarsi, alla fin fine non è poi tanto uno stereotipo. I sondaggi parlano di una media di sole 6 ore e mezza di sonno a notte per gli stacanovisti nipponici, ed infatti durante il giorno non è poi strano vederli addormentarsi in pubblico.

Soprattutto i momenti morti impiegati negli spostamenti sui mezzi pubblici, in primis treni e metropolitane, vengono visti come un’ottima occasione per schiacciare un pisolino e ricaricarsi. Tra l’altro è invidiabile ed anche incredibile ai nostri occhi da occidentali la rapidità con cui passano dalla veglia al sonno e viceversa. Sembra che abbiano un orologio interno che gli dice esattamente quando dormire e quando svegliarsi, perché arrivati alla fermata a cui scendere (a me verrebbe l’ansia di ritrovarmi al capolinea).

Tutto questo per dire che, se immagini la metropolitana come un luogo caotico e rumoroso, non c’è niente di più sbagliato! Infatti sulla metro ci sono i cartelli che invitano a spegnere il cellulare (un po’ come nei nostri ospedali) per non disturbare, e per lo stesso motivo nessuno parla ad alta voce con il proprio vicino di posto, anzi la maggior parte di persone non parla affatto. Tutti dormono.
Se proprio non puoi fare a meno di rispondere ad una telefonata, puoi recarti nello spazio tra un vagone e l’altro (più fattibile se ti trovi su un treno).

Anche sapendo che è una cosa da non fare, a volte io e le mie compagne di di viaggio ci dimenticavamo di questa regola ed incominciavamo a ridere oppure a parlare forte, magari prese dall’entusiasmo della situazione, cosa che ci ha attirato addosso parecchi sguardi contrariati.

Ah, un’ultima cosa! Sulle scale mobili, se si sta fermi, ci si posiziona sulla sinistra, seguendo la stessa regola della circolazione “all’inglese”, cioè con la guida sulla corsia sinistra della strada. Però ho notato che in alcuni casi, specialmente ad Osaka, ma anche a Kyoto, la fila di persone ferme si mantiene sulla destra… mistero.

 

3_ Lavati per bene

 

 

L’esperienza nelle terme giapponesi è fantastica, come puoi leggere nell’articolo Onsen: come funziona?, ed anche in questo caso ci sono le sue regole da seguire.

Principalmente, prima di immergersi nelle vasche di acqua calda (o meglio, rovente) e godersi dei momenti di meritato relax, si deve passare attraverso la stanza delle docce. Qui, di solito sedendosi su degli sgabelli di legno, ci si deve lavare per bene, con bagnoschiuma e shampoo messi a disposizione, come quando a casa ci si fa una lunga doccia completa, e non una passata e via. Infatti bisogna entrare nelle vasche perfettamente puliti (e mi sembra anche giusto).

 

4_ Non mangiare camminando

 

 

Prima di partire mi chiedevo: ma se è tanto diffusa l’usanza del cibo di strada, soprattutto in alcune zone della città oppure nei mercati, com’è possibile che non si possa poi mangiare per strada?

In realtà non è proprio così, più che altro non è visto di buon occhio il mangiare mentre si cammina, perché si potrebbe urtare qualcuno sporcandolo, oppure anche perché è indice di mancanza di rispetto nei confronti di chi ha preparato il cibo (vedi sopra). Non c’è nessun problema, invece, a mangiare fermi in un posto tranquillo a lato della strada, oppure di fianco al chiosco che ti ha appena venduto 6 palline di takoyaki, o fuori dal combini (mini market) in cui hai comprato un onigiri per colazione (che nostalgia!).

Un’altra cosa da evitare quando ci si trova per strada, è attraversare con il rosso. Possono capitare occasioni in cui non ci sia anima viva che arrivi da destra né da sinistra, magari è tardi oppure la zona è poco trafficata, e ti viene la tentazione di attraversare la strada comunque. Ecco, io l’ho fatto, ed anche in più di un’occasione, ma se c’è qualche giapponese attorno, certamente ti guarderà pensando che è il solito atteggiamento fancazzista da italiano. Se una regola c’è (come cantava Nek), non si transige.

 

5_ Non fumare per strada

 

 

Se sei un fumatore, devi stare attento a quel che fai. Infatti se in alcuni casi fumare per strada è soltanto visto di mal occhio, in altri potrebbe anche procurarti una multa (non so quanto salata). Infatti in Giappone c’è questo controsenso, a mio parere, per cui non si può fumare per strada, ma è consentito nei locali pubblici come bar e ristoranti, come da noi in Italia prima del 2003.

Per strada il divieto vige, più che altro, per questioni di spazio e di sicurezza. Infatti, quando il marciapiede è molto affollato, potresti rischiare di scottare qualcuno, per non parlare del fatto che sporcheresti il suolo con la cenere o i mozziconi (lo sai che in Giappone ci sono pochissimi bidoni dell’immondizia, tanto che se ne vedi uno ti sembra un miraggio ed incominci ad esultare e a svuotarti le tasche piene dal giorno prima?).

Per i fumatori sono allestite delle apposite zone, le smoking areas, che possono essere delle vere e proprie cabine con aspirazione forzata, oppure un semplice palo con un cestino, indice di un punto di raccolta attorno al quale ci si riunisce.

Volendo ritornare un attimo al discorso del fumo nei ristoranti, invece, mi è capitata l’assurdità di essere messa in un tavolo per non fumatori (te lo chiedono all’entrata), ma caso vuole che il tavolo di fianco al mio fosse uno per fumatori. Morale: ho masticato fumo per tutta la sera. A volte sono strani questi giapponesi…

 

6_ Non baciare

 

 

Non mi viene in mente un divario culturale più grande di quello che corre tra un giapponese all’apparenza freddo e distaccato ed un italiano, a maggior ragione se del sud Italia, che bacia, abbraccia e tocca anche quando si presenta ad una persona vista per la prima volta in vita sua.

Infatti in Giappone non mi è mai capitato di vedere una dimostrazione d’affetto più profonda di un semplice tenersi per mano, ed anche in questo caso mi sembra che sia una pratica più diffusa la sera che di giorno, magari quando si esce in coppia o con gli amici. Questo accade perché i giapponesi hanno un grande senso del pudore e di norma evitano il contatto fisico come la peste.

 

PDA = Public Display of Affection

dall’inglese, dimostrazioni di affetto in pubblico

 

7_ Inchinati

 

 

Per rimanere in ambito di contatto fisico, sappi anche che quando ci si presenta oppure quando si saluta una persona, non ci si stringe la mano, ma si fa un piccolo inchino.

Ci sono diversi tipi di inchino, ad esempio se si fa solo un cenno con il capo oppure ci si piega di poco (dicono di circa 10°, anche se non so chi stia lì a misurare gli inchini con un goniometro), significa un saluto informale ad un amico, mentre nelle presentazioni formali si piega il busto di circa 30° tenendo la schiena ben dritta e le braccia lungo il corpo, e si porge l’immancabile biglietto da visita (a due mani, sia ben chiaro).

Di norma basti pensare che più è profondo l’inchino, più è indice di rispetto nei confronti della persona che si ha davanti. Addirittura mi è capitato più di una volta di vedere il momento in cui il controllore del treno, prima di abbandonare un vagone per proseguire nell’altro, si è girato verso i passeggeri e li ha salutati/ringraziati con un breve inchino, anche se nessuno lo stava guardando né ha risposto al suo saluto.

 

8_ Non soffiarti il naso

 

 

Ecco, questa pensavo fosse una leggenda metropolitana, perché mi chiedevo: com’è possibile non soffiarsi mai il naso, soprattutto quando si ha il raffreddore? Io non ce la posso fare! Invece mi sono dovuta ricredere, in Giappone nessuno si soffia il naso, piuttosto “tira su” in continuazione (una signora seduta dietro di me sul treno l’ha fatto per tutto il tragitto, durato più di un’ora), oppure se proprio gli cola, prende il suo fazzoletto di stoffa e si tampona un po’.

Soffiarsi il naso rumorosamente è visto come un’azione molto maleducata, tanto che se lo si deve fare è consigliabile andare in bagno oppure in un luogo appartato. Forse di tutte le regole finora elencate, questa per me è stata la più difficile da seguire, perché non riesco proprio ad evitare di soffiarmi il naso se mi cola o se sono raffreddata, e non sempre si ha la possibilità di andare in bagno. Pertanto è capitato molto spesso di scegliere magari dei momenti in cui attorno non avessi molta gente per soffiarmi il naso, tentando di farlo nella maniera più discreta possibile, ed effettivamente non ho mai notato nessuno che si girasse a guardarmi male.

Per non parlare del fatto che, non so se sono stata “fortunata” io oppure se è usanza comune, ho visto più volte giapponese infilarsi le dita nel naso, a partire dal mio vicino di aereo, ma anche persone sulle scale mobili o su altri mezzi di trasporto, come se questa, invece, fosse una pratica legittima. Ribadisco: stranezze nipponiche.

Dall’altra parte, questo è anche il motivo principale per cui si vede un grande numero di giapponesi indossare la mascherina bianca in ogni occasione e in ogni luogo. Verrebbe da pensare principalmente che si utilizzino per schermarsi dallo smog, ma soprattutto le indossano per non diffondere malattie infettive come l’influenza o un semplice raffreddore.

 

9_ Togli le scarpe

 

 

Se sei una persona a cui puzzano i piedi e questo, magari, ti è causa di ansia o imbarazzo, ho una brutta notizia per te… infatti in Giappone ti troverai molto più spesso di quanto non pensi nella situazione di doverti togliere le scarpe.

Innanzi tutto, se entri in casa di qualcuno, oppure se scegli l’appartamento come modalità di pernottamento in Giappone, sappi che non puoi mai in nessun caso tenere le scarpe. Il momento in cui toglierle è facile da capire, infatti solitamente l’ingresso di casa ha il pavimento piastrellato, poi c’è un gradino che rialza il pavimento di legno presente in tutto il resto della casa. Ecco, quello è il momento di togliere le scarpe, riporle ordinatamente sotto al gradino e infilarsi le onnipresenti ciabatte.

Ti capiterà la stessa situazione per entrare in un tempio, pernottare in uno shukubo (il monastero buddhista), negli onsen e molto spesso anche per entrare in un ristorante. In questi casi ci sono degli armadietti con la chiave in cui riporre le tue scarpe, ed una sfilza di ciabatte pronte all’uso degli ospiti/clienti.

Occhio anche alle ciabatte per il bagno! Infatti prima di entrare nella toilette, troverai spesso delle ciabatte di plastica o degli zoccoli di legno da usare appositamente in bagno. Quindi cambia le tue ciabatte da casa e indossa quelle apposite, poi una volta finito ricordati di lasciare le ciabatte di plastica lì nella toilette e indossare nuovamente le altre.

 

10_ Non lasciare mance

 

 

Durante il tuo viaggio in Giappone non fare l’errore di pensare che lasciare la mancia in un ristorante, taxi, negozio ecc. sia un gesto di cortesia, niente di più sbagliato! Infatti i giapponesi vedono la mancia come una sorta di insulto, di mancanza di rispetto, e potrebbero anche offendersi.

Qualunque lavoro faccia, infatti, un giapponese lo fa al meglio ed ha un grande senso etico rispetto al servizio che ti sta offrendo. Non esiste, ad esempio, il concetto di “fregare” il turista con una prestazione inferiore soltanto perché “tanto non capisce la differenza tra un buon piatto di ramen ed un surrogato”. Non si fanno distinzioni e si offre uno stesso servizio al top delle proprie possibilità a tutti.

Proprio per questo motivo nessuno si aspetta nulla di più di quel che già sta guadagnando nel suo lavoro, in cui è naturale trattare bene il cliente, essere gentili e lasciarti un buon ricordo dell’esperienza fatta.
Se proprio vuoi lasciare un po’ di soldi ad una persona come gesto di riconoscenza, oppure perché ha speso il suo tempo per aiutarti e ti fa piacere riconoscere questo suo impegno, l’unica soluzione per non offendere un giapponese è mettere il denaro in una busta, e porgergliela (a due mani).

A me è capitato con una guida volontaria che ha passato tutto il giorno insieme a me ed ha dato veramente il massimo, superando ogni mia aspettativa. Mi sembrava veramente brutto non ricambiare il suo impegno, quindi avevo già preparato fin dall’inizio un po’ di yen in una busta. Al momento dei saluti gliel’ho data e lui non si è potuto rifiutare di accettarla, ringraziando mille volte e poi scrivendomi anche una mail di ringraziamento il giorno dopo.

Noterai che anche nei negozi o nei combini, al momento di pagare i tuoi acquisti, viene seguito una sorta di rituale nel maneggiare il denaro: innanzitutto devi appoggiare le banconote / monete sul piattino apposito (se non lo fai te lo indicano insistentemente, pur di non ricevere i soldi in mano). Poi l’addetto prende i soldi, pronuncia (in giapponese) il valore di quel che sta ricevendo, dice quanto ti sta dando di resto, ti porge le banconote a due mani inchinandosi e lascia le monete sul piattino. Segue un profluvio di ringraziamenti con arigatou e arigatou gozaimasu che sembra non finire mai!

 

arigatou gozaimasu ありがとうございます。

in giapponese è l’espressione formale per dire “grazie mille”

 

Infografica sulla buona educazione in Giappone

Ricapitolando, ecco una semplice infografica sulle buone maniere in Giappone, per non trovarti mai impreparato durante il tuo viaggio. Condividila con chi vuoi!

 

Infografica sulle regole di buona educazione in Giappone

 

E tu hai mai fatto qualche gaffe perché non conoscevi l’etichetta giapponese oppure pensi di non potercela fare a stare dietro a tutte le regole dei nostri perfetti compagni nipponici? Raccontamelo in un commento!

 

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